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Lettera ai medici di domani

La paura è contagiosa, ma lo è anche la speranza

A cura di Ada Burrone
"Come oncologo e medico dico: 'guai a togliere la speranza!'. Ho sempre pensato a quale terribile angoscia sia, per i condannati alla pena capitale, conoscere in anticipo quando fi nirà la loro vita e ritengo che un medico non dovrebbe mai trasformare la prognosi in una condanna senza appello.
E non si tratta di un pietoso inganno: stabilire con esattezza una prognosi accurata nel singolo paziente è molto diffi cile e spesso impossibile. Bisogna quindi, anche solo per motivazioni scientifi che, che il medico impari a informare i pazienti sulla gravità della loro malattia senza togliere la speranza".