epoicambia

...e poi cambia la vita

Parlano i medici, le donne, gli psicologi

A cura di ATTIVEcomeprima

Edizione FrancoAngeli/Selfhelp

Pubblicato nel 1998.
Un libro scritto a più mani: psicologi, medici, donne.

Dalla prefazione di Gustavo Pietropolli Charmet

Questo libro raccoglie una serie di contributi di natura differente. Essi sono tuttavia orientati in modo esplicito a testimoniare, secondo ruoli naturali e culture professionali diverse, come sia possibile fondare una vera e propria cultura della situazione di crisi. Una cultura cioè che, prendendo qui le mosse dalle vicende umane e professionali che si dipanano intorno a quel grande evocatore di emozioni che è il cancro al seno, apra prospettive di rinascita.

Il volume rappresenta inoltre un tentativo coraggioso, e proprio per questo interessante, di mostrare come sia possibile organizzare, intorno a un evento così traumatico e doloroso, una rete di competenze che coinvolge tutti gli attori della scena: dalle donne che vivono direttamente la malattia ai medici che le curano, a coloro infine che le affiancano e le aiutano, siano questi ultimi operatori psicosociali, partners, familiari o amici.

É infine esso il frutto di una cultura particolare, quella di Attivecomeprima, che ha saputo negli anni costruire un proprio modello di intervento mantenendo nel contempo una forte capacità di alleanza con le Istituzioni mediche e sociali.

Leggendo ciò che i diversi autori hanno esposto non ho potuto fare a meno di osservare come la cultura a cui mi sono trovato di fronte, che conosco anche in via diretta, si inscriva nella tradizione del counselling, cioè di quella pratica psicologica che più di ogni altra è deputata in modo specifico ed efficace a fronteggiare le crisi.

Il counselling presso Attivecomeprima è realizzato come un complesso intervento istituzionale, con caratteri creativi e di novità nel panorama degli interventi psicosociali in Italia.

[…]

Coloro che offrono relazione e ascolto in tempo di crisi sanno di avere un compito difficile da assolvere; sono infatti esposti a passioni umane forti e turbolente; la vita e la morte si contendono il campo, l’invidia per coloro che hanno la salute e la speranza è fortissima. Coloro che lavorano nelle condizioni estreme di crisi sanno bene che debbono prendere ogni precauzione possibile per essere sempre presenti a se stessi e quindi sanno che debbono anch’essi esplorare il significato delle loro reazioni, individuali e di gruppo.

Essere quotidianamente in trincea, sulla linea ove la vita e al morte si contendono la mente dei soggetti in crisi è logorante; l’ecologia della mente degli operatori dei centri di consulenza per soggetti in crisi è operazione difficile; la stessa sopravvivenza dei centri di questo tipo è appesa alla loro capacità di rendersi consapevoli delle emozioni che una cosi forte esposizione determina.

L’antidoto ad questa invasione di dolore, derivante dalla massima esposizione al dolore altrui, è dato dalla capacità degli operatori di provare la stessa speranza che essi sanno contribuire a far nascere con il loro lavoro.

[segue nel libro]