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e poi cambia la vita
Dalla
prefazione
di Gustavo Pietropolli Charmet
Questo libro raccoglie una serie di contributi di natura differente.
Essi sono tuttavia orientati in modo esplicito a testimoniare,
secondo ruoli naturali e culture professionali diverse, come sia
possibile fondare una vera e propria cultura della situazione
di crisi. Una cultura cioè che, prendendo qui le mosse
dalle vicende umane e professionali che si dipanano intorno a
quel grande evocatore di emozioni che è il cancro al seno,
apra prospettive di rinascita.
Il volume rappresenta inoltre un tentativo coraggioso, e proprio
per questo interessante, di mostrare come sia possibile organizzare,
intorno a un evento così traumatico e doloroso, una rete
di competenze che coinvolge tutti gli attori della scena: dalle
donne che vivono direttamente la malattia ai medici che le curano,
a coloro infine che le affiancano e le aiutano, siano questi ultimi
operatori psicosociali, partners, familiari o amici.
É infine esso il frutto di una cultura particolare, quella
di Attivecomeprima, che ha saputo negli anni costruire un proprio
modello di intervento mantenendo nel contempo una forte capacità
di alleanza con le Istituzioni mediche e sociali.
Leggendo ciò che i diversi autori hanno esposto non ho
potuto fare a meno di osservare come la cultura a cui mi sono
trovato di fronte, che conosco anche in via diretta, si inscriva
nella tradizione del counselling, cioè di quella pratica
psicologica che più di ogni altra è deputata in
modo specifico ed efficace a fronteggiare le crisi.
Il counselling presso Attivecomeprima è realizzato come
un complesso intervento istituzionale, con caratteri creativi
e di novità nel panorama degli interventi psicosociali
in Italia.
[
]
Coloro che offrono relazione e ascolto in tempo di crisi sanno
di avere un compito difficile da assolvere; sono infatti esposti
a passioni umane forti e turbolente; la vita e la morte si contendono
il campo, l'invidia per coloro che hanno la salute e la speranza
è fortissima. Coloro che lavorano nelle condizioni estreme
di crisi sanno bene che debbono prendere ogni precauzione possibile
per essere sempre presenti a se stessi e quindi sanno che debbono
anch'essi esplorare il significato delle loro reazioni, individuali
e di gruppo.
Essere quotidianamente in trincea, sulla linea ove la vita e al
morte si contendono la mente dei soggetti in crisi è logorante;
l'ecologia della mente degli operatori dei centri di consulenza
per soggetti in crisi è operazione difficile; la stessa
sopravvivenza dei centri di questo tipo è appesa alla loro
capacità di rendersi consapevoli delle emozioni che una
cosi forte esposizione determina.
L'antidoto ad questa invasione di dolore, derivante dalla massima
esposizione al dolore altrui, è dato dalla capacità
degli operatori di provare la stessa speranza che essi sanno contribuire
a far nascere con il loro lavoro.
[segue
nel libro]
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Pubblicato
nel 1998. Un libro scritto a più mani: psicologi, medici,
donne.
Autori:
Medici, donne e psicologi di Attivecomeprima
Editore:
Franco Angeli/Self Help
Disponibile
nella libreria dellassociazione
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