
Pubblicato nel 1993.
Il libro raccoglie lettere, scritti, disegni e riflessioni scelti tra i lavori delle donne prima e dopo il lavoro di gruppo di sostegno psicologico.
[…] Il disegno della figura umana eseguito da Giovanna mostra una maturazione nel vissuto corporeo.
Prima: si riflette una donna reduce da una dolorosa esperienza
di malattia e di amputazione chirurgica.
Il volto smarrito, il trucco pesante che a stento copre l’espressione del
dolore, il vuoto del seno, le gambe tagliate a metà come se mancasse un
solido appoggio.

Dopo: una nuova Giovanna che è riuscita
a scacciare lo spettro della paura di vivere in un corpo il cui naturale
destino comporta inevitabilmente l’incontro con l’esperienza del dolore
e della finitezza. È una donna che ha ritrovato la voglia di sfidare la vita
fino in fondo, che ha elaborato il trauma.
Ricompare l’identità femminile affidata a un seno che una generosa
scollatura evidenzia e a un vitino da modella, anche se le spalle diventano
virili, forse irrobustite dal doloroso “peso” che hanno dovuto sostenere.
[segue nel libro]