
Tutti gli esseri viventi si dice che sono tali proprio perché muoiono. L’uomo però è l’unico che sa di dover morire. E ciò che è straordinario, è che proprio da questa consapevolezza riesce a trarre la capacità di elevarsi oltre i limiti della sua condizione, della sua finitezza.
Se c’è un’esperienza assolutamente privata nella nostra vita, che non possiamo raccontare a nessuno, è quella della nostra morte e del mistero inesprimibile che l’avvolge. Un mistero, come dice Vladimir Jankélévitch, caratterizzato dal fatto che non è un segreto (quale per esempio il segreto della bomba atomica, della pietra filosofale, dei violini di Stradivari ecc. [...]). Nessuno possiede il segreto della morte - semplicemente perché non c’è alcun segreto. Non è un segreto. Ma proprio perciò la morte è un mistero. [...] Si tratta di un mistero in totale trasparenza: intrinseco al fatto stesso di esistere [...].
Ma se un segreto può essere scoperto o svelato, un mistero può essere solo penetrato o rivelato. Ed è esattamente ciò che da sempre accade e ciò in cui la stessa natura umana consiste.
Per conoscere il mistero della morte l’uomo ha da sempre due sole possibilità: accogliere come Verità la Rivelazione che su di essa gli giunge da millenni, oppure varcare la soglia e andare a vedere...
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La Forza
di Vivere
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